Abbiamo perso il derby. E fin lì, ci può anche stare. Il problema come al solito non è la sconfitta, i gol di scarto o l’aver perso l’ennesimo treno per l’ormai insperata salvezza. Il problema è l’atteggiamento di rassegnazione della squadra di Nesta. In conferenza stampa parla di voler difendere i propri giocatori, che mancano ancora tante partite e che non si dimetterà mai. Su quest’ultimo punto sono d’accordo, non bisogna mai mollare. Sempre che non sia più una questione d’orgoglio che non un atteggiamento di reale motivazione. Io credo che Nesta, sincero in conferenza stampa, abbia fatto bene a portare la squadra sotto la curva e a prendersi le responsabilità mettendoci la faccia davanti ai tifosi. Uno spettacolo che mai avrei voluto vedere ma purtroppo questo è il calcio e la vita a volte regala delusioni.

Tornando all’atteggiamento, io ho visto una squadra che negli ultimi 25 minuti camminava. Dopo passaggi sbagliati, dopo aver capito che non si poteva fare più niente e che il Como non era alla loro portata. Ecco, questa è la radice del problema. Quello che si pretende, e l’ha detto bene Caldirola, è che la squadra metta l’anima in campo. Però quando dovremmo vederlo? Mancano sette partite e fatta eccezione per la prova con l’Inter, parlando delle ultime prestazioni, la cattiveria è mancata completamente. Allora tanto vale far giocare i giovani, senza che possano piovere giudizi su di loro, dato che mancano di esperienza in Serie A. ma sappiamo tutti che non sarà così.

Ma quello che più spaventa non è la serie di risultati negativi, ma l’assenza della società. Adriano Galliani non parla in conferenza, se non quando viene fermato prima di andare alle riunioni di Lega Calcio. Ma sul Monza non è mai intervenuto direttamente parlando ai giornalisti, come ha ribadito giusto oggi nel post-partita Paolo Corbetta. Manca la sua presenza, c’è poca chiarezza nei confronti dei tifosi e della stampa e tutto sembra condurre a una società che non ha interesse a tenere questa squadra in Serie A. Ma non da oggi, bensì da agosto e poi riconfermando quest’idea a gennaio, vendendo i suoi migliori giocatori e con prestazioni non all’altezza di chi vuole salvarsi. È difficile spiegare il perché di una stagione disastrosa in un editoriale, ma credo senza ombra di dubbio che le colpe siano ben distribuite e che la società dovrebbe essere onesta e sincera, come lo è stato fin qui, quantomeno in parte, Alessandro Nesta.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 05 aprile 2025 alle 20:01
Autore: Filippo Pelucchi
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